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Posted on 29-01-2012 at position
Filed Under (Logbook) by saro

Isola di St. Vincent, 25 dicembre 2011

L’avvistamento della terra dopo una lunga navigazione è sempre un momento molto coinvolgente.
Non tanto per la “sorpresa”, oggi inesistente visto i mezzi di localizzazione in grado di indicare la posizione sulla mappa con una approssimazione di pochissimi metri, quanto per la consapevolezza di essere riusciti a portare felicemente a compimento una impegnativa traversata.
Preparare la barca, organizzare l’equipaggio, imbarcare ciò di cui si ha (o si potrebbe avere) necessità, ritrovarsi per giorni e giorni da soli, in mezzo all’Oceano ti carica di un latente ed inconfessato timore (…nulla di male a chiamarla “sana paura”…) che poi scarichi tutto d’un colpo alla vista “dell’altra sponda”!


Ed è quello che è successo a noi tutti a bordo all’annuncio di Andrea, che è stato il primo a lanciare il grido “TERRA!!! TERRA!!!!”, guadagnandosi la “classica” …doppia razione di rum…!


Erano le sei del mattino del 16 dicembre e la nostra traversata si concludeva a Barbados con manifestazioni di gioia e brindisi dopo 13 giorni esatti, e dopo avere navigato per 2.090 miglia da Capo Verde.
A Barbados abbiamo salutato Roberto e Marinella di rientro a casa e accolto a bordo Ester e Bianca che ci hanno raggiunto.


Spiagge bianchissime, sole, mare di un inteso colore verde turchese e cielo di un azzurro da mozzafiato, appena interrotto da nuvole passeggere non di rado cariche di una pioggia per fortuna mai duratura.
Dopo un paio di giorni dedicati all’assoluto relax in spiaggia decidiamo che è tempo di ricominciare la nostra navigazione, andando a visitare le Isole Grenadine, quest’anno stranamente meno affollate del solito.

Venendo da Barbados la prima isola che incontriamo sulla nostra rotta è Mustique, certamente la più bella ed esclusiva delle Grenadine collegata solo con dei voli privati che atterrano nel

minuscolo aeroporto dell’Isola. La rivediamo molto volentieri e ritroviamo la stessa atmosfera, sofisticata ma senza alcun cenno di ostentazione, che ci aveva colpito durante la nostra prima visita quattro anni addietro.

 

 

Seconda tappa a Bequia, isola molto popolata con la capitale che si affaccia su di una grandissima baia molto frequentata anche dalle navi da crociera. Ne approfittiamo per rimpinguare la nostra, ormai falcidiata, cambusa specialmente di frutta, verdura e pane fresco.
Dopo è la volta della baia di Tobago Cays, sempre incantevole. Si tratta di un parco naturale protetto perché popolato dalle tartarughe marine che depositano le loro uova sulle bianche spiagge degli isolotti che compongono e racchiudono la località. Nuotarvi in mezzo è una emozione inimmaginabile!

Da Tobago Cays raggiungiamo la vicina Maireau che non conoscevamo.

Il centro abitato è in cima ad una collina, molti i bar-ristoranti frequentati per lo più di locali. Era l’ora di pranzo e siamo stati “irresistibilmente attratti” dal fumo e soprattutto dagli odori emanati dal barbecue davanti ad una locanda: pranzetto memorabile a base di porcellino e pollo locale servitoci  su un terrazzo dalla vista mozzafiato!

La vigilia di Natale ci vede a St. Vincent, nella baia di Willibau dove scopriamo sono stati girati gran parte degli esterni dei vari film di Walt Disney “ I Pirati dei Caraibi”.

Ritroviamo intatte ed ancora in posizione le sceneggiature, alcuni dei costumi di scena e molti degli oggetti che, mi dicono, sono ben visibili nei film.
Ma a caratterizzare la sosta è stato l’incontro con Tony (o Antony o Antonio a seconda dei casi…). Un interessante personaggio dal nome cangiante a seconda dalla nazionalità dell’interlocutore, che definirei “sgarupato” così come “sgarupato” è senza dubbio il locale che cerca di gestire, sulla spiaggia della baia di Willibau.


Capitiamo da lui dopo cena, per completare la serata. Ci accoglie con una potente emissione di musica “reggae” emessa da un improbabile ma molto efficiente impianto stereo alimentato da batterie da camion.
Il Bar, scarsamente illuminato dalla luce di due lampade collegate alle stesse batterie, ha gli scaffali pieni di bottiglie. Ordiniamo delle birre e due Rum. Le birre le tira fuori da una  ghiacciaia con i resti di un barra di ghiaccio (che non vedevo da tempo)  mentre nulla da fare per i Rum: finito!  Tutte quelle bottiglie ben in vista sono vuote!

Alla vista del nostro evidente sconforto non esita a tirare fuori, da sotto il bancone, una importante scatola in legno contenete una preziosa bottiglia, quasi piena, di una ottima Wodka Polacca invecchiata. Ci spiega che si tratta di un regalo personale ricevuto da recente da degli amici-naviganti Polacchi e che quindi, non essendo in vendita, … ce la offriva!


Il locale, come spesso avviene nei bar frequentati dai naviganti, è tappezzato da ricordi lascii dagli equipaggi delle barche di passaggio.
Il nostro occhio si posa su di una bandiera giallo e rossa con la medusa a tre braccia a noi ben nota essendo la bandiera della “Trinacria”!
Le firme sulla bandiera, scopriamo, sono quelle dei nostri carissimi amici, e consoci del circolo nautico, Elio ed Irina che, evidentemente di passaggio sul posto, avevano avuto modo di conoscere Tony, il nostro barista “sgarupato”, e di apprezzarne la sua ospitalità.
Nel corso della serata si materializza un altro avventore, un “rasta” (i Caraibi ne sono letteralmente pieni) che una volta “spogliatosi” dall’immancabile cappello/turbante scioglie una capigliatura che letteralmente sfiora il terreno.
Candidamente, come fosse la cosa più naturale, sfodera un super “cannone” che cerca di fare girare fra i presenti…
La serata va avanti fra racconti di mare, musica e balli quando, timidamente, Tony ci fa sapere che fra non molto avremmo dovuto, suo malgrado interrompere la serata causa l’esaurimento del carburante del piccolo gruppo elettrogeno che alimentava le batterie.
Rapido giro di sguardi e una missione lampo parte per raggiungere Talina da dove ritorna con tanica di carburante e fiammante bottiglia di Rum.
La sorpresa di Tony (non è dato sapere se per la benzina o per il rum…) si manifesta, oltre che con uno smagliante sorriso “sdendato” anche con un innalzamento del volume della musica a cui fa seguito una lenta danza, stile fra il tribale e il reggie,dello stesso, felice, abbracciato alla nostra bottiglia.
Serata indimenticabile con un personaggio unico, di grandissima comunicativa e di innata generosità!

Naturalmente anche noi di Talina lasciamo il “segno” del nostro passaggio con le nostre firme e la data sulla bandiera Italiana che volentieri   gli lasciamo.
Siamo a Natale e la barca è stata adeguatamente addobbata con striscioni da cui pendono, al posto delle classiche palle colorate dei mini pesci volanti essiccati.


Cena speciale con panettone (portato dall’Italia), spumante e immancabile scambio di regali.


Alcuni molto originali come il cappellino “rasta” con capelli incorporati donato ad Andrea ma indossato (e fotografato) da tutti o la camicia “hawaiana” molto apprezzata dal sottoscritto.
Da domani nuovamente in navigazione per arrivare a Santa Lucia dove avremo una sosta di una decina di giorni anche per effettuare delle necessarie manutenzioni alla barca.
Decidiamo di approfittarne per fare una rapida puntata in Italia. Arrivederci al Nuovo Anno!
AUGURI DI BUON NATALE FELICE ANNO NUOVO a chi ci segue!
Saro

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Comments

giannibattista on 27 marzo, 2012 at 00:17 #

CIAO SONO GIANNIBATTISTA BOCCHI SONO IN FACEBOOK.COME FACCIO A CONTATTARVI.CONWORD PRESS E’ IMPOSSIBILE.METTETEVI IN FACEBOOK FORSE E’ MEGLIO.BUON VENTO CIAO


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