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Posted on 28-11-2011
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Las Palmas, 16 Novembre 2011

Ogni anno, a Novembre, a Las Palmas (Isole Canarie) si danno appuntamento centinaia di imbarcazioni per la partenza dell’ARC (Atlantic Rally for Cruisers)  ideata e fondata dal “mitico” Jimmy Cornell.


L’intera città di Las Palmas vive questo evento con grande attesa e accoglie barche ed equipaggi secondo la migliore tradizione di ospitalità “canarina”.
Tralasciando i noiosi incontri ufficiali, mi piace farvi conoscere due dei principali protagonisti “veri” di questo importante evento.


Il primo è “Pedro Texaco” il mitico gestore del l’omonimo distributore del porto turistico che a parte le coccole che riserva a tutti i partecipanti è l’organizzatore della “regata dei dinghi” riservata a tutti gli equipaggi delle barche che si sfidano in una allegra “battaglia” condotta con tutti i mezzi ad eccezione dei motori.

Il nostro valoroso dinghi è stato sponsorizzato dal secondo personaggio che voglio presentarvi: Peppino oggi noto come “la leggenda” per via di un imponente articolo con tanto di faccione a riempire una doppia pagina, pubblicato dalla rivista “Il Giornale della VELA” sotto il titolo “La Leggenda del Barista sull’Oceano”!

 


Peppino un Pugliese naturalizzato Milanese è arrivato con la sua barca a Las Palmas cinque anni addietro e, colpito dalla bontà del clima e dalla possibilità di prendere in affitto un bel locale nell’allora nuovissimo porto sportivo di Las Palmas, decide di fermarsi con Manuela, la moglie e Techila il cane, per mettere su il “Sailor Bar” che, grazie alla loro simpatia ed abilità, è diventato il vero punto di riferimento per tutti i naviganti in transito nonché luogo dedicato alla ricerca di imbarchi per i sempre più numerosi “barcastoppisti” desiderosi di un passaggio per i Caraibi.
Peppino lo avevamo conosciuto nel nostro primo passaggio di quattro anni fa e ci siamo riabbracciati come se questo tempo non fosse mai passato. Manuela ci ha coccolato con le sue magnifiche torte e crostate e i buonissimi muffin alle mele serviti appena sfornati ogni mattina.
Tornando alla regata dei dinghi i nostro è stato prontamente “sponsorizzato” dal Sailor Bar di Peppino e con tanto di maglietta d’ordinanza Lucio ed Andrea a cui si sono uniti Irene e Chis di Uxorious IV, un fiammante Swan 62, hanno elaborato una sofisticata “strategia di attacco” basata su pistoloni ad acqua e secchi oltre a “bombe” d’acqua e farina contenute in palloncini preparati per la bisogna.


Il risultato (visibile dal filmato allegato) è stato particolarmente divertente sotto lo sguardo attento e soddisfatto di un raggiante Pedro che vive la “sua” tanto attesa giornata dell’anno.
La sera tutti premiati con coppe e immancabile sbevazzata con grigliata.
Fra due giorni si parte e la tensione sale fra gli equipaggi. Noi, ancorché non iscritti alla regata sia per scelta di libertà e sia perché diretti a Capo Verde, decidiamo di vivere ugualmente il momento della partenza decidendo di partire assieme a loro.
Molto emozionante la partenza con spari di cannoni e suoni dei corni da nebbia, a volere esorcizzare le quasi tremila miglia che tutti abbiano davanti prima di approdare “dall’altra parte”!

Sul molo una folla festante. Molti gli amici dell’ultimo momento venuti a darci il loro incoraggiamento: dalla barca abbiamo individuato fra la folla e molto gradito il grande abbraccio virtuale di Peter, un nuovo grande “vecchio” amico Svizzero che da tempo vive in barca a Las Palmas.

Ma di sicuro c’erano anche gli altri nuovi amici: Juan Francisco, un “canarino” DOC senza il cui aiuto non avremmo saputo come fare, Peppino e Manuela, Florence e Alessandro, e ancora Blanca, Lidia assieme a tanti altri che speriamo di rivedere presto!

A bordo di Talina eravamo in 5, con Pierantonio (Pier)  e Luigi. A Capo Verde sono attesi Marinella e Roberto a completare l’equipaggio per il “Grande balzo” verso Barbados.


Saluti a tutti
Saro

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nov
28
Posted on 28-11-2011
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Gran Canaria, 02 Novembre 2011

Da Gibilterra ci spostiamo nella vicina Ceuta, l’enclave Spagnola in terra Marocchina dove eravamo già stati in passato.
Aspettiamo che si creino le condizioni ottimali per potere attraversare le fatidiche Colonne d’Ercole e finalmente entrare in Atlantico!


Rimaniamo fermi per 2 giorni prima che il vento accenni ad un cambiamento favorevole ed il 28 Ottobre, di mattina, dopo avere verificato che la forte corrente sempre presente nello Stretto fosse a noi favorevole decidiamo di partire.


Purtroppo le condizioni si dimostrano molto dure poiché, giusto nella parte più delicata dell’attraversamento dello Stretto, troviamo il vento contrario!


La condizione di corrente forte a favore e di vento forte contrario è la peggiore che si possa immaginare poiché crea dei veri e propri muri di onde che rendono assai difficoltoso l’avanzamento.
Il mal di mare si fa largo aiutato dall’improvvida decisione di avere messo in tavola, per pranzo, una “fritturina di alici” che mai più ci saremmo sognati di mangiare se solo avessimo previsto queste condizioni. Risultato, tutti (più o meno) KO tranne Lucio ed Andrea.


Una volta in Atlantico ci siamo ripresi dallo choc e la navigazione verso le Canarie, circa 650 miglia, è andata molto bene, quasi sempre sospinti da un buon vento portante (vedere filmato).
Immancabili festeggiamenti di rito e felicitazioni reciproche per il nuovo importante traguardo raggiunto.
Giorgio “il professore” approfittando di un momento di distrazione dell’equipaggio, è riuscito nel suo intento di “appiopparci” una delle sue “letio magistralis” sul Bing Bang e le Origini dell’Universo … erano settimane che ci provava ed alla fine è anche riuscito ad interessarci!


Nell’oceano Talina ha ritrovato i suoi spazi e ci ha regalato bellissime emozioni con la sua andatura maestosa e sicura, con il suo cavalcare le grandi onde con innata eleganza e dolcezza.
Finalmente ci ritroviamo dove da tempo avremmo voluto essere, in Oceano, con il vento che non cambia in continuazione, con le grandi onde ben gestibili. Le tratte di navigazione si cominciano a misure in giorni e non più in ore …
Finalmente possiamo godere del frutto dei lunghi mesi di attenta preparazione dove ogni dettaglio è stato rivisto ogni angolo della barca esplorato …
Ed eco che TALINA ci ringrazia e ci rende con abbondanti interessi tutti gli sforzi compiuti per portarla nella smagliante forma i cui oggi si ritrova!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saluti a tutti,
Saro

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nov
28
Posted on 28-11-2011
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Gibilterra 25 ottobre 2011

Approfittiamo della sosta a Gibilterra per portare a termine un progetto che “cova” da diverso tempo: dotare Talina di un  sistema autonomosistema ed eco-compatibile per la produzione di energia elettrica che utilizzi i due elementi che non dovrebbero mai mancarci: sole e vento.

Il nostro sogno è quello di rendere la barca del tutto indipendente dal punto di vista energetico. Obiettivo ambizioso dal momento che a bordo abbiamo di tutto e di più… e tutto va a gravare sulle batterie!


Provo a fare un piccolo elenco:

Frigo e freezer innanzitutto. Vanno nelle 24 ore e assorbono non poco! Poi l’energia per fare andare l’autopilota, i 2 computer di bordo e gli strumenti e le luci di navigazione.

Quindi le varie utenze quali forno a microonde (per fortuna usato pochissimo), le ricariche dei telefonini, l’alimentazione dello stereo (che è anche dotato di subuffer…!) e per finire le luci interne delle quattro cabine ecc.

Per i più tecnici, la barca assorbe circa 12 Amp. In navigazione e circa 8 Amp. da ferma (sempre a 24 Volt). Per produrre acqua potabile il dissalatore assorbe ben 20 Amp/h per produrre 100 litri di acqua.
La somma dell’energia di punta prodotta dai 4 pannelli e dal generatore eolico dovrebbe raggiungere i 20 Amper/h  ma sappiamo bene che basta una nuvoletta o che il vento scenda sotto i 20 nodi che questo valore sarà ben lontano dall’essere raggiunto … Siamo quindi ben consci che l’autosufficienza è un traguardo difficile da ragiungere a meno che non si cominci a ridurre il consumo: vedremo con il tempo come si equilibrerà la situazione…
Il montaggio della piccola pala eolica non presenta particolari difficoltà avendo a disposizione l’albero di mezzana che sembra fatto apposta per lo scopo.

Nettamente più complesso il montaggio dei 4 pannelli (due per lato).  Il progetto di Lucio e la collaborazione di una ottima  officina specializzata trovata nei dintorni hanno completato l’opera!

Un caro saluto a tutti!

Saro

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