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Posted on 23-10-2011 at position
Filed Under (Logbook) by saro

20 Ottobre 2011

Le previsioni davano vento proveniente dalla giusta direzione (Nord Est), ma di scarsa intensità. Rapido consulto e decidiamo di partire ugualmente. Lasciamo il grazioso porto di Aguadulce alle 2 del mattino calcolando di arrivare nella tarda mattinata.


La nostra destinazione è alquanto insolita, benché dal nome ricorrente: l’isolotto disabitato di Alboran ben noto ai naviganti perché dà il nome ad una porzione di mare che viene continuamente citata nel bollettini.
Nome famoso ma posto per niente frequentato anche perché – lo sapevamo –  essendo una base militare  per atterrarvi sarebbe stato necessario ottenere un permesso che, ovviamente, noi non avevamo neanche provato a richiedere!
Mare calmo e navigazione super tranquilla sospinti dal vento “promesso” dal bollettino. Al mattino riusciamo ad intravvedere la sagoma dell’isolotto, poco più che uno scoglio, basso, che a prima vista avevamo tutti scambiato per la sagoma di una nave.


Iniziamo a chiamare via radio il comando della guarnigione militare ma … la nostra chiamata viene semplicemente ignorata e solo quando ci troviamo a meno di un miglio ecco che si fa viva una voce proveniente dall’isola che ci intima di identificarci. Lo facciamo chiedendo il permesso di atterrare “per riposarci e fare il bagno”. Niente da fare, non se ne parla neanche! Ci concedono solo di potere calare l’ancora ad una distanza non inferiore a mezzo miglio, ma neanche questo ci sarà possibile per una fastidiosa onda per niente piacevole stando fermi.


Giusto il tempo di pranzare, con le vele “alla cappa” ed eccoci nuovamente in navigazione questa volta diretti verso la fatidica Gibilterra.
Altra notte di tranquilla navigazione, quasi tutta a vela, e, nella tarda mattinata, ecco stagliarsi al nostro orizzonte l’inconfondibile, imponente  sagoma della   “Rocca” più famosa al mondo!
Grande emozione con festeggiamenti a base di spumante per segnare un altro bel traguardo che Talina ci sta regalando.


Nei tre marina della parte Inglese non troviamo posto, ma questo apparente inconveniente ci risulta di aiuto perché troviamo facile ospitalità nel nuovo Marina di Alcaidesa, sito in terra di Spagna e giusto a ridosso del confine con Gibilterra che possiamo agevolmente raggiungere a piedi.


Sappiamo che dobbiamo fermarci una decina di giorni, sia per aspettare dei ricambi e sia per dare ad Andrea la possibilità di raggiungere la Sardegna dove a giorni la sorella si sposa.
Ne approfittiamo per portarci avanti con i lavori di istallazione dei pannelli solari e per approfondire la nostra conoscenza turistica dell’Andalusia di cui vi riferirò alla prossima “puntata”.


Naturalmente visitiamo Gibilterra, una enclave Inglese in terra di Spagna, dove vivono una decina di miglia di Inglesi semplicemente “ignorando” gli Spagnoli (cosa ben ricambiata)!
Attaccato al confine la pista dell’aeroporto, attraversata dall’unica via di collegamento (pedonale ed automobilistica) con la Spagna. Quindi, esattamente come avviene in un attraversamento ferroviario, ecco che la pista di atterraggio/decollo viene chiusa ad ogni necessità con delle barriere mobili: si aspetta che l’aereo atterri o decolli ed ecco nuovamente aperto il passaggio!


Gibilterra è un porto franco, quindi nelle vie del centro ecco una sequenza di negozi di elettronica, tabacchi e liquori. Molte anche le Farmacie ed i negozi di profumi e cosmetici. Moltissimi i turisti che giornalmente vi giungono sia dalla frontiera Spagnola che soprattutto dalle navi di crociera.
Troviamo interessante la visita al faro di “Punta d’Europa” , giusto all’ingresso orientale dello Stretto, dove sorge anche una grande Moschea ben visibile anche dal mare.


Visitiamo le innumerevoli fortificazioni e scopriamo che tutta la Rocca è una sequenza di gallerie militari a protezione della popolazione. Nella galleria più imponente, durante l’ultimo conflitto, era stato posizionato un intero Ospedale!
Dicevamo del fatto che Inglesi e Spagnoli, pur vivendo praticamente attaccati “si ignorano” reciprocamente: impossibile farsi capire in Spagnolo nella parte Inglese e viceversa! Differenti gli stili di vita, gli orari dei negozi e differenti i prodotti che si trovano nei Supermercati ed i menu dei ristoranti e differenti perfino le marche di birra che si bevono. Differente anche la moneta essendo a Gibilterra in uso la Sterlina e, se sei in taxi, occorre cambiare al confine poiché il taxi di un lato non ama portarti dall’altro. Stranamente a Gibilterra si guida a destra, come da noi!
Nessun problema per noi, a parte la coda nelle ore di punta, quindi ad attraversare la frontiera in auto.

Saluti a Tutti

Saro

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