ott
24
Posted on 24-10-2011
Filed Under (Logbook) by saro

24 Ottobre 2011

Coerenti con lo spirito del nostro viaggio che prevede oltre alla navigazione il contatto e la conoscenza dei posti che andiamo a toccare, eccoci pronti, in auto, ad una “tre giorni” di esplorazione in Andalusia.
Lasciamo Talina di buon mattino e ci dirigiamo verso la meta più lontana: Cordova, ad oltre 250 Km dalla partenza.
Il primo “pit stop caffè” è nella vicina Tarifa, città portuale vicinissima alla costa Marocchina da cui partono numerosi i traghetti che raggiungono Tangeri in soli 35 minuti. Al capo che porta all’isolotto di Tarifa una stretta lingua di terra separa il Mediterraneo dall’Atlantico.

 

 

 

La tappa successiva sarà Cordoba, Città Patrimonio dell’Unesco, dove ci attende la visita notturna alla Moschea/Cattedrale opportunamente prenotata per tempo da Giorgio, nostro “duce” per il viaggio esplorativo dell’Andalusia.
Non nascondo un certo iniziale scetticismo per questa ennesima visita all’ennesimo luogo di culto, ma mai scetticismo fu così mal riposto! La visita si è dimostrata affascinante, coinvolgente e fortemente emotiva! Perfetta l’organizzazione, ottima la guida audio (in Italiano) che automaticamente andava a sintonizzarsi con il luogo dove ci trovavamo e molto suggestivi gli effetti di luce e suoni che mano a mano si dischiudevano davanti a noi!

 

 

Pensate una Moschea nata gigantesca per potere ospitare oltre 5.000 fedeli che è stata raddoppiata e poi ancora raddoppiata fino a poterne ospitare oltre 45.000… poi trasformata in Chiesa Cattolica mediante l’inserimento di elementi – altari crocifissi e cappelle – naturalmente stranei alla iniziale concezione architettonica della Moschea fino ad arrivare, nel secolo 19° alla costruzione di una vera e propria grande Chiesa con cupola e campanile all’interno della Moschea! Un risultato sicuramente di effetto e per molti versi discutibile se visto come una profanazione dell’iniziale progetto Arabo.
La serata si chiude con un inaspettatamente interessante spettacolo di Flamenco, questa volta oltre che suonato e cantato anche magistralmente ballato.
Il giorno dopo siamo a Siviglia, la grande Capitale dell’Andalusia. Abbiamo avuto fortuna nel trovare un piccolo albergo nel vecchio centro della città, giusto nei luoghi della “movida”. E’ Venerdì e ci ritroviamo circondati da folle di giovanissimi “impegnati” in quello che, ormai dappertutto è divenuto una sorta di necessità: lo sballo del Venerdì sera!


Una bella passeggiata fino alla Cattedrale illuminata a giorno, una sosta nel banchetto del Jamon Iberico Patanegra (…per la verità più di una…) e poi a nanna.
L’indomani ci aspetta il giro della città e la visita alla Plaza de Spagna, enorme costruzione rotonda in mattoni e ceramica costruita meno di un secolo fa per ospitare una Esposizione Universale.


L’ultima tappa del nostro giretto Andaluso è ad Jerez de la Frontera, famosa per le storiche cantine che producono lo Sherry, esportato in tutto il mondo (Sandermann – Tio Pepe – Osborne ecc) e per i Brandy (Fundador – Carlos Primero – Soberano – Lepanto ecc). E’ Sabato e l’unica cantina che accetta visitatori e la Tio Pepe. Il tour inizia alle 17 ed abbiamo tempo per andare ad assistere ad una manifestazione ippica internazionale che ci sorprende!

 

Scopriamo che ad Jerez c’è da sempre una tradizione di allevatori e un intero mondo, gelosissimo delle sue tradizioni, sopravvive nell’epoca della trazione a motore.
Al Reale Circolo Ippico, eccezionalmente aperto al pubblico per la manifestazione, un mondo a noi sconosciuto si apre ai nostri occhi!


Donne ed uomini vestiti come agli inizi del secolo scorso, carrozze d’epoca, assolutamente come nuove, trainate da due, tre o quattro cavalli a competere in una gara di abilità consistente nel passare una decina di porte disseminate nel percorso.

Una attenta giuria con tanto di campana e di cronometro. Tutti, uomini e dame agghindati a festa e con tanto di cappelli e cappellini “fin de siecle”. Insomma una profonda provincia che, in questo caso, riesce a mantenere viva una tradizione che è un connubio di amore per il cavallo, per le buone maniere e per il bel vivere d’altri tempi.
A seguire la visita – con degustazioni di Sherry – della grande cantina dello “zio pepe” imponente e molto ben fatta anche se non dissimile da molte altre grandi cantine similari numerose in Italia o in Francia con alquanto evidenti i segni di una crisi economica che, ancorché ben dissimulata, rimane visibile agli occhi del visitatore più attento.

Un caro saluto a chi ci segue,

saro

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ott
23
Posted on 23-10-2011
Filed Under (Logbook) by saro

20 Ottobre 2011

Le previsioni davano vento proveniente dalla giusta direzione (Nord Est), ma di scarsa intensità. Rapido consulto e decidiamo di partire ugualmente. Lasciamo il grazioso porto di Aguadulce alle 2 del mattino calcolando di arrivare nella tarda mattinata.


La nostra destinazione è alquanto insolita, benché dal nome ricorrente: l’isolotto disabitato di Alboran ben noto ai naviganti perché dà il nome ad una porzione di mare che viene continuamente citata nel bollettini.
Nome famoso ma posto per niente frequentato anche perché – lo sapevamo –  essendo una base militare  per atterrarvi sarebbe stato necessario ottenere un permesso che, ovviamente, noi non avevamo neanche provato a richiedere!
Mare calmo e navigazione super tranquilla sospinti dal vento “promesso” dal bollettino. Al mattino riusciamo ad intravvedere la sagoma dell’isolotto, poco più che uno scoglio, basso, che a prima vista avevamo tutti scambiato per la sagoma di una nave.


Iniziamo a chiamare via radio il comando della guarnigione militare ma … la nostra chiamata viene semplicemente ignorata e solo quando ci troviamo a meno di un miglio ecco che si fa viva una voce proveniente dall’isola che ci intima di identificarci. Lo facciamo chiedendo il permesso di atterrare “per riposarci e fare il bagno”. Niente da fare, non se ne parla neanche! Ci concedono solo di potere calare l’ancora ad una distanza non inferiore a mezzo miglio, ma neanche questo ci sarà possibile per una fastidiosa onda per niente piacevole stando fermi.


Giusto il tempo di pranzare, con le vele “alla cappa” ed eccoci nuovamente in navigazione questa volta diretti verso la fatidica Gibilterra.
Altra notte di tranquilla navigazione, quasi tutta a vela, e, nella tarda mattinata, ecco stagliarsi al nostro orizzonte l’inconfondibile, imponente  sagoma della   “Rocca” più famosa al mondo!
Grande emozione con festeggiamenti a base di spumante per segnare un altro bel traguardo che Talina ci sta regalando.


Nei tre marina della parte Inglese non troviamo posto, ma questo apparente inconveniente ci risulta di aiuto perché troviamo facile ospitalità nel nuovo Marina di Alcaidesa, sito in terra di Spagna e giusto a ridosso del confine con Gibilterra che possiamo agevolmente raggiungere a piedi.


Sappiamo che dobbiamo fermarci una decina di giorni, sia per aspettare dei ricambi e sia per dare ad Andrea la possibilità di raggiungere la Sardegna dove a giorni la sorella si sposa.
Ne approfittiamo per portarci avanti con i lavori di istallazione dei pannelli solari e per approfondire la nostra conoscenza turistica dell’Andalusia di cui vi riferirò alla prossima “puntata”.


Naturalmente visitiamo Gibilterra, una enclave Inglese in terra di Spagna, dove vivono una decina di miglia di Inglesi semplicemente “ignorando” gli Spagnoli (cosa ben ricambiata)!
Attaccato al confine la pista dell’aeroporto, attraversata dall’unica via di collegamento (pedonale ed automobilistica) con la Spagna. Quindi, esattamente come avviene in un attraversamento ferroviario, ecco che la pista di atterraggio/decollo viene chiusa ad ogni necessità con delle barriere mobili: si aspetta che l’aereo atterri o decolli ed ecco nuovamente aperto il passaggio!


Gibilterra è un porto franco, quindi nelle vie del centro ecco una sequenza di negozi di elettronica, tabacchi e liquori. Molte anche le Farmacie ed i negozi di profumi e cosmetici. Moltissimi i turisti che giornalmente vi giungono sia dalla frontiera Spagnola che soprattutto dalle navi di crociera.
Troviamo interessante la visita al faro di “Punta d’Europa” , giusto all’ingresso orientale dello Stretto, dove sorge anche una grande Moschea ben visibile anche dal mare.


Visitiamo le innumerevoli fortificazioni e scopriamo che tutta la Rocca è una sequenza di gallerie militari a protezione della popolazione. Nella galleria più imponente, durante l’ultimo conflitto, era stato posizionato un intero Ospedale!
Dicevamo del fatto che Inglesi e Spagnoli, pur vivendo praticamente attaccati “si ignorano” reciprocamente: impossibile farsi capire in Spagnolo nella parte Inglese e viceversa! Differenti gli stili di vita, gli orari dei negozi e differenti i prodotti che si trovano nei Supermercati ed i menu dei ristoranti e differenti perfino le marche di birra che si bevono. Differente anche la moneta essendo a Gibilterra in uso la Sterlina e, se sei in taxi, occorre cambiare al confine poiché il taxi di un lato non ama portarti dall’altro. Stranamente a Gibilterra si guida a destra, come da noi!
Nessun problema per noi, a parte la coda nelle ore di punta, quindi ad attraversare la frontiera in auto.

Saluti a Tutti

Saro

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ott
18
Posted on 18-10-2011
Filed Under (Logbook) by Giorgio

Almerìa, 14 Ottobre 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partenza dalla splendida playa “Illetes” di Formentera alle ore 11:00; destinazione Cartagena a 140 miglia sulla Costa Blanca.

Arrivo previsto all’alba. Dato il buon vento da NE forza 3-4, decidiamo di approfittarne e di proseguire per Almeria (altre 100miglia circa). Arrivo previsto a mezzanotte! per un totale di 36 ore di navigazione con vento in poppa alla ragguardevole velocita’ di 6-7 nodi. La Capitaneria di Porto di Almerìa non ci consente l’approdo in porto per imminenti manifestazioni sportive, consigliandoci di dirigere ad Aguadulce, un grazioso porticciolo a sole 4 miglia da Almerìa, sulla punta Sud-Ovest della Spagna (Costa del Sol). Arriviamo all’una di notte.

Vedi Talina in navigazione (MOV06515)

Siamo nella regione della Spagna chiamata: Andalusìa, ricca di tradizioni, cultura, vino, distese sconfinate di serre, scenari da film western (alcuni film di Sergio Leone sono stati girati qui). Anche per merito di un contatto locale di Andrea (Jesus), scopriamo che vi sono molte cose da fare e da vedere: Granada e la Sierra Nevada (3.346 mt) all’interno. L’affascinate parco naturale di “Cabo de Gata” sul mare,con bellissime spiagge ideali per il surf ed il kite.

Lucio ed Andrea non si lasciano sfuggire l’occasione di provare ad utilizzare le attrezzature da kite che abbiamo a bordo ma il vento non si dimostra sufficiente per fare alzare in volo le vele che, mestamente ritornano a bordo in attesa di una migliore occasione che di certo non mancherà.

Martedì 11 Ottobre arriva anche Pippo. E’ il mio compleanno e la serata finisce con grandi bevute e partite a biliardo. Si vede subito l’apporto di un appassionato subacqueo: il giorno dopo scorpacciata di ricci di mare! Anche Saro rientra dall’Italia e a questo punto per la ripartenza manca solo il vento!

 

Approfittiamo della forzata ulteriore sosta per assistere, nel porto di Almerìa,alla quarta tappa delle Xtreme Series dei catamarani AC-40, antagonisti della American’s Cup. La regata alla quale assistiamo è vinta dalla “nostra” Luna Rossa (forse portiamo fortuna).

 

Molto interessante la esperienza di assistere allo spettacolo del Flamenco, cantato dal vivo alla Pena “El Morato” di Almerìa da un gruppo di appassionati e molto seguito da un pubblico di ogni età. Capiamo che il Flamenco e’ una forma di espressione culturale molto sentita e partecipata che non manca di coinvolgerci.

Siamo contenti di questa ulteriore esperienza che ci ha permesso di meglio comprendere lo spirito di questo popolo Andaluso.

Giorgio

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