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Posted on 27-09-2011 at position
Filed Under (Logbook) by saro

Palma, 27 Settembre 2011

La tappa di trasferimento che ci ha portato a Palma è stata caratterizzata dalla quasi costante presenza di una ampia zona di alta pressione (con totale assenza di vento) che praticamente ci ha seguito fino ad ora. … avete presente la nuvola di Fantozzi…?
Ma, riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.
La prima sosta è stata a Scarlino, in Toscana, dove avevamo appuntamento con il rappresentante Italiano della Nautor, il cantiere Finlandese che ha costruito Talina.
Per una fortunata coincidenza giusto nella stessa banchina in cui ci hanno sistemato abbiamo rivisto, con molto piacere, gli amici Eugenio e Rita che non vedevamo da tempo e con i quali abbiamo trascorso delle ore piacevolissime. Ci siamo lasciati con la promessa che ci avrebbero raggiunto ai Caraibi!

Poi è stata la volta di Bonifacio (Corsica), posto sempre magico, molto caro al “nostro” Andrea per esserci vissuto a lungo durante la sua esperienza lavorativa quale istruttore alla scuola velica dei Glenans. Andrea, che praticamente era conosciuto da tutti, ci ha fatto scoprire i localini giusti, fuori dai normali circuiti per i turisti che, incredibilmente anche a Settembre inoltrato, affollano la località.

Da Bonifacio, questa volta con una leggera brezza, siamo dolcemente arrivati a Palma di Majorca, vera mecca della nautica da diporto. Abbiamo stimato in 30.000 i posti barca dell’isola!
Barche di tutti i tipi e di tutte le lunghezze: mai vista una simile concentrazione di mega yacht sia a vela che a motore.


Le strutture cantieristiche sono certamente all’altezza della situazione e si può stimare che, grazie alle imponenti infrastrutture, almeno 50.000 persone lavorano per questo polo nautico che peraltro, lungi dall’essere invasivo del territorio, si incastra perfettamente nell’ambito della città di Palma.
Abbiamo trovato un ormeggio (a costi decisamente “ridicoli” se confrontati con i costi dei nostri porti), giusto di fronte alla imponente Cattedrale “La Seu” e quindi a due passi dal centro della città.
Per una fortunata coincidenza abbiamo assistito alla emozionante partenza della “Global Ocean Race” una nuova regata intorno al mondo per barche di 40’ (12 metri) tiratissime e con equipaggio di sole due persone.


Sei barche alla partenza di cui una con equipaggio Italiano. Seguiremo questa regata con particolare interesse sul sito dell’organizzazione.
Avendo deciso di attendere l’arrivo del vento favorevole, assieme a Giorgio, “new entry” a bordo di Talina, ci siamo impegnati nell’abituale giretto turistico del luogo alla ricerca di angoli da scoprire.
Siamo capitati nel bel paesino medioevale di Valdemossa, dove abbiamo visitato la Certosa famosa anche per avere ospitato Chopin che nel suo lungo soggiorno in questo luogo mistico ha composto alcune delle sue opere più belle.


La “cella” che lo ha ospitato, integra con i suoi affetti e il suo pianoforte, è suggestivamente inondata dalla sua musica. Nella cella accanto trovava nel frattempo ospitalità la “trasgressiva” George Sand, pare legata a Chopin da un tumultuoso legame affettivo.


Interessante la vista alla biblioteca della Certosa ricca di antichi manoscritti e che ospita pregevoli opere d’arte sacra e al vicino Palazzo Reale.
Binissalem , il paese del vino dell’isolai, ci accoglie con la sua fontana da cui sgorga …vino!


La nostra intenzione era quella di rifornirci dell’ottimo Rosso Crianza che ci era già capitato di gustare ed apprezzare: purtroppo siamo capitati nel giorno della festa di fine vendemmia con tutte le cantine chiuse. Le stradine erano letteralmente invase dai tavoli imbanditi che avrebbero la sera ospitato, a migliaia, i commensali per la celebrazione della vendemmia. Sfortunatamente non siamo stati in grado di fermarci anche perché non avremmo saputo come fare ritorno in barca dovendo guidare dopo la immaginabile immancabile sbevazzata a cui non avrebbe avuto senso rinunciare!


Ci siamo però prontamente rifatti con la Festa Galiziana del pescado che si teneva sotto una grandissimo tendone giusto vicino al porto.


Un fiume di frutti di mare di polpi, scampi, granchi, aragoste e tante altre specialità della Galizia.
Mi hanno impressionato le “impanatas” una sorta di focaccia ripiena assolutamente identica, anche nel nome, alle nostre “m’panate” che si fanno tutt’oggi nel Ragusano. Una ulteriore innegabile testimonianza dell’influenza della lunga dominazione Spagnola in Sicilia.


Il vento non ne vuole sapere di ritornare e, ritenendo abbondantemente esaurita la nostra bella esperienza Majorchina decidiamo di partire ugualmente in direzione Ibiza e Formentera, altri due “postacci” di cui vi riporterò a breve.


Mentre scrivo siamo sospinti da una brezza di circa 5 nodi sufficiente a farci avanzare a 4 nodi di velocità con vele a farfalla e con genoa tangonato… Probabilmente non ce la faremo ad arrivare ad Ibiza in giornata, ma … abbiamo tempo!


Un caro saluto a tutti,
Saro

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