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Posted on 24-06-2011 at position
Filed Under (Logbook) by saro

Grecia, 18 Giugno 2011

A Santorini (sulle carte nautiche non la trovavamo perché compare con il nome di  Thira…) non eravamo mai stati ma sapevamo che avremmo visto qualcosa di assolutamente unico.

Siamo arrivati in tarda mattinata al porto vecchio che era già letteralmente circondato da un numero esagerato di grandi navi da crociera.

La boa a cui ci siamo attaccati, come si vede dalla foto, era dimensionata per questi mostri del mare…

La cabinovia ci ha portati in cima alla montagna su cui sono incastonate le case del paese.

L’alternativa sarebbe stata fruire dell’antico servizio di risalita ancora oggi molto richiesto dai turisti che è …in groppa ad un asino!

Incredibile come viste dal mare le case bianche, in cima, ricordano un ghiacciaio!

A prima vista le solite viuzze che si attorcigliano senza alcuna apparente regola, affollatissime e con la solita sequenza interminabile di negozietti di souvenir, tutti uguali, intervallati da ristoranti e gelaterie anch’essi tutti uguali: nulla da farci impressionare, nulla che li distinguesse dalle simili stradine viste nelle  altre isole dell’Egeo.

 

 

Decidiamo subito di defilarci e affittiamo una macchina per visitare le altri parti dell’isola e soprattutto il suo interno.

Mossa azzeccata!

Appena fuori dai normali circuiti delle folle dei crocieristi che a migliaia vengono sbarcati ogni ora dalle navi ecco aprirsi ai nostri occhi un’altra Santorini!

La Santorini del vino, tutt’ora prodotto, che per centinaia di anni è stato l’unico prodotto che ha sostentato la popolazione dell’isola.

Il Museo della famiglia Koulayanoupulos, molto ben organizzato con tanto di guida audio, ci ha mostrato la ricostruzione della vita dei vignaioli a partire dal 1850, anno in cui i due fratelli fondatori dell’azienda approdarono a Santorini.

Abbiamo appreso la singolare maniera di coltivazione dei vigneti, ancora attuale, con le viti una ad una sapientemente disposte a corona, a contato con il terreno. All’interno della corona, quasi come in un forte abbraccio protettivo, vengono fatti crescere i grappoli d’uva che così rimangono ben protetti dalla furia distruttiva dei sassi del terreno vulcanico lanciati a velocità dal forte vento di Meltemi che imperversa nell’Isola soprattutto nei mesi di Luglio e Agosto, giusto quando l’uva è più grossa e vulnerabile.

 

La vendemmia avviene fra il 15 Agosto ed il 10 di Settembre e, come in ogni dove, è una festa popolare le cui tradizioni si perdono nei secoli.

Abbiamo visto la Santorini dei villaggi di montagna solo marginalmente toccati dal turismo di massa, con ben visibili le originali architetture rurali di inizio secolo, alcune trasformate in strutture ricettive di buon livello.

 

Ci si è aperta la Santorini dalle vedute mozzafiato con strapiombi sul mare e viste sull’isolotto-cratere, ancora attivo, che, al centro della grandissima baia è ciò che oggi rimane dopo la colossale eruzione del 1440 che ha fatto sprofondare l’intero vulcano che c’era attorno creando il grande porto naturale attuale.

A Nord dell’isola la grande sorpresa della bellissima cittadina di Finikia (o Oia-Ia), oggi quasi interamente ricostruita sugli schemi originali, con le tipiche costruzioni tondeggianti, le terrazze sul mare e le chiesette dalle classiche cupole azzurre che compaiono su tutti i depliant dell’Isola.

 

Ed ecco che improvvisamente Santorini si apre e ci entra nel cuore: si offre a noi con la bellezza dei suoi angoli da scoprire, diversi ad ogni passo, con scenografie che mutano ad ogni mutare di angolazione e con il cambiare della luce.

Ecco che Santorini ci parla!

Parla direttamente a noi che abbiamo già nel cuore un’altra Isola fantastica: la “nostra” Panarea che di colpo ci appare “nuda” perché forse ne abbiamo penetrato il suo segreto più profondo, quel segreto di cui Paolo (Tilche) molti anni fa ci parlava ma che noi allora non potevamo capire fino in fondo.

Adesso sappiamo il perché di quel bianco accecante delle case di Panarea, sappiamo il perché di quel blu assoluto che ad esso si accoppia.

Ora conosciamo il segreto del fucsia intenso dei fiori dei bouganville che va a completare magicamente questi due colori. Grazie Paolo! Maestro del buon gusto non adeguatamente riconosciuto in vita per avere saputo coniugare tutto questo salvaguardando ed esaltando nel contempo l’essenza della architettura Eoliana.

Un grosso Grazie deve andare a Myriam “musa ispiratrice” della tua creatività sin primo momento e che con immutato spirito e combattività continua a tenere altissimo il livello di ciò che assieme siete riusciti a creare!

 

 

 

 

P.S. Santorini è l’ultima tappa di Talina verso Est. Abbiamo infatti deciso di cancellare la tappa della Turchia e di fare ritorno in Italia a causa di alcune necessarie riparazioni che si impongono prima del lungo viaggio verso Ovest.

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