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22
Posted on 22-05-2011
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Pilos, 22 Maggio 2011

Dopo una veloce tappa a Siracusa, per fare rifornimento di carburante si parte con rotta 090, in direzione della Grecia.
Poco vento e mare calmo. Renato si presenta subito per quell’esperto pescatore che è: due bei tonnetti sono a bordo già al primo giorno di navigazione!

 


Una smotorata di quasi trenta ore ed eccoci ormeggiati fra le due isole che compongono il piccolissimo arcipelago delle Strofades.
Un solo abitante, un monaco, che da sempre si prende cura di ciò che rimane di un antico castello – fortezza con annesso un piccolo monastero con chiesetta.


Non ama farsi fotografare, ma siamo ugualmente riusciti a riprenderlo sullo sfondo di una foto. E’ li da oltre trent’anni e noi lo abbiamo rivisto con molto piacere, dopo circa 20 anni dalla prima visita, soprattutto perché il nostro “aggiornatissimo” portolano ci diceva che il famoso monaco non lo si vedeva più da qualche anno lasciando presagire chissà quali tristi conclusioni!
Le due isolette adesso fanno parte del Parco Marino Protetto di Zante e da Aprile ad Ottobre sono sorvegliate da due guardie del Parco che ci hanno accolto con gentilezza e disponibilità dicendoci che eravamo i primi visitatori della stagione.


Abbiamo trascorso la notte nella rada ma prima di ripartire alla volta di Pilos, dove sbrigheremo le formalità di ingresso nel paese (siamo in Europa ma se in Grecia si arriva in barca nulla è cambiato rispetto a prima…) siamo riusciti a fare una veloce esplorazione all’isola più piccola chiamata “Delle Arpie” per via di certi uccelli che, dal tramonto, emettono delle sinistre grida che per loro sono richiami d’amore ma a noi appaiono come urla strazianti.

 

Vi abbiamo ritrovato, intatta, la chiesetta con i suoi ornamenti , essenziali ma di un certo pregio.


Adesso siamo alla fonda davanti a Pilos, sulla costa continentale della Grecia e precisamente nella imboccatura della enorme baia di Navarrino, dove, nel 1827 la flotta Inglese riuscì a sconfiggere la ben più numerosa flotta Turco-Egiziana determinando le condizioni per liberare la Grecia dalla dominazione Turca.
Riesco a mettere in linea queste righe grazie al valido collegamento wi-fi che ci giunge in barca dai locali della terraferma: magari un giorno questo miracolo di avere internet gratis ed accessibile a tutti giungerà anche da noi…

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mag
18
Posted on 18-05-2011
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LA PARTENZA

Questa volta il 17 non ci fregherà: per non sbagliare decidiamo di partire il 18! TALINA  ha terminato la sua preparazione nel porto di Pozzallo ed è da questo porto dalla millenaria tradizione marinaresca che la nuova avventura di TALINA ha inizio.

L’equipaggio per la prima tratta del nostro viaggio è al completo. Siamo in otto e tutti non vediamo l’ora di mollare gli ormeggi!

Oltre a Lucio, il comandante, ed  Andrea che è il “secondo”, entrambi freschi di diploma di Yachtmaster  e che ci accompagneranno per tutto il viaggio, a bordo abbiamo Stefy ed Andrea (che decidiamo di ribattezzare “Duilio” (che è il suo secondo nome) per non confonderlo con l’altro Andrea;  c’è Francesco, il loro figlio dodicenne, che sarà la nostra entusiasta mascotte. C’è poi il  mitico Renato “il pescatore” che su  TALINA ha già veleggiato (e pescato!) per oltre due anni, e per finire  c’è Bianca la co-armatrice e c’è, naturalmente, il sottoscritto.

Tani , il nostro storico amico che vive a Pozzallo, viene a salutarci in rappresentanza ufficiale del “team di supporter locali” che include Maria Grazia, Luka e Giovanni (il Lupo…!), tutti sono stati affettuosamente impegnati  ad aiutarci nelle operazioni preliminari.

Nel ringraziare Tani  ci diamo appuntamento ad Ibiza, dove ha la sua seconda “patria”, perché vuole fortemente presentarcela  alla sua maniera. Di certo non mancheremo all’appuntamento!

Siamo diretti in Grecia,  ma scegliamo di fare delle tappe intermedie “di collaudo finale”. Quindi dirigiamo verso Marzamemi che dista solo 25 miglia.

Spinti da un bel vento da NW filiamo spediti verso la prima meta dove arriviamo prima del tramonto.

 

Conosco molto bene la zona per esserci stato innumerevoli  volte e ci ritorno molto volentieri per rivivere quella speciale atmosfera che il luogo riesce a trasmettermi.

 

Mille ricordi soprattutto legati alle immersioni ed alla pesca subacquea. Quanti pesci… quante aragoste… e saraghi …e cernie!

La tonnara e la piazza antistante, con le due chiesette (purtroppo una l’hanno molto maldestramente “restaurata”) rappresenta quella atmosfera da vecchio far west che in parte è ancora rimasta.

Immancabile la visita allo spaccio di Campisi dove abbiamo fatto rifornimento di bottarga di tonno e di pomodorini  ciliegino secchi

 

 

 

 

 

e poi di corsa da “ Rudinì” per fare il pieno di un ottimo  Nero d’Avola e di Sirah.

La sera cena a base di filetto tonno rosso  (acqistato a Pozzallo prima della partenza) che Renato ci ha preparato con pomodorini e capperi lasciandone un bel pezzo a  Lucio che lo ha sfilettato al crudo (salsa di soya e wasabi). La cena si chiude con un dolce di ricotta locale “lavorato” da Bianca con zucchero e scaglie di cioccolato fondente.

 

Dal punto di vista culinario non c’è dubbio che …siamo partiti malissimo!

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