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Posted on 13-12-2008 at position
Filed Under (Logbook) by gino

Decidiamo di visitare l’isola di Wichubhuala che dista duecento metri dal nostro ancoraggio. Luigi, sempre indaffarato con la strumentazione di bordo, rimane in barca. Appena sbarcati ci addentriamo nelle viuzze del villaggio. Siamo intenzionati a comprare del pane di cui ormai abbiamo scarsità.
Un uomo ci accompagna presso la casa, una capanna, di una donna che prepara e cuoce un tipo di pane che si rivelerà essere ottimo perché di lunga durata e di gusto più che accettabile. La nostra visita fra le capanne prosegue e l’offerta di molas è continua e presto ne siamo coinvolti; Gino ne acquista un buon numero. Le case/capanna sono circondate da alberi da frutto: banani, papaie e alberi del pane che conferiscono al villaggio un aspetto decoroso.
Torniamo a bordo contenti di questo primo contatto con gli abitanti delle San Blas.
Poco dopo Luigi annuncia che anche lui vorrebbe scendere a terra. Spostiamo allora di pochissimo l’ancoraggio di Talina e con Gino decidiamo di accompagnarlo nella visita di un’altra isola di nome
Nalunega.

Si avvicina alla barca una piccola canoa con a bordo un uomo e due bambine. E’ Nestor, un kuna che si rivela essere concreto e preparato. Ci offre di visitare la sua casa e si propone come guida per il villaggio: accettiamo. Poche centinaia di metri e sbarchiamo nella piccola spiaggia davanti alla casa di Nestor, anch’essa una capanna. Nel piccolo giardino/cortile una minuscola superficie è ricoperta da un fitto tappeto d’erba. Su un lato, due recinti in legno ospitano due maiali. Nestor ci accompagna subito all’interno della sua abitazione e ci presenta sua moglie che sta allattando la figlioletta (la quinta). Il nucleo familiare è composto da quattordici persone. La casa non ha pareti interne. Lo spazio è occupato da alcuni letti, amache e da diverse pietre usate per il fuoco da cucinare. Dal sottotetto pendono molte corde sulle quali sono sistemati tutti i vestiti della famiglia.
L’aspetto generale dell’abitazione è povero ma funzionale.

Nestor ci accompagna per le stradine del villaggio che si rivela essere ancora più bello di quello visitato due ore prima. Tutte le strade sono pulite: le donne kuna ogni giorno provvedono alla
pulizia. Nestor ci mostra capanne più grandi che servono per i momenti di festa del villaggio e per gli usi sociali. Ci accompagna a un piccolo museo dove un kuna (in lingua spagnola che non sempre
comprendiamo) ci illustra la storia e le tradizioni del suo popolo. Ci spiega anche come sono curate le malattie e come le donne si preparano al parto. Alla fine ritorniamo nella sua abitazione dove, prima di congedarci, con molta cordialità ci offre tre cocchi appena colti.
Per la notte ci spostiamo a Karti dove ancoriamo.

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