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Posted on 30-11-2008
Filed Under (Logbook) by saro

Renato è stato il primo ad arrivare, con il suo prezioso carico di esche “malefiche” per continuare a combattere la sua perenne battaglia con i pesci.
Poi sono arrivati, tutti assieme, Luigi, Gigi e Gino. Io li ho raggiunti con un giorno di ritardo.
A bordo Jiri ed Erika avevano completato i preparativi per la partenza e, finalmente, dopo circa 6 mesi di sosta e dopo avere superato brillantemente la pesante stagione degli uragani siamo di nuovo pronti a riprendere il viaggio!

Già, gli uragani… bella forte quest’anno la stagione se includiamo la eccezionale “tempesta economica” che nel frattempo si è abbattuta sul mondo intero!
Ma pensiamo positivo e concentriamoci sulle cose belle che nel frattempo sono successe come, per me, l’arrivo di Greta, la seconda nipotina e la fresca notizia che una terza è in viaggio…

C’è grande eccitazione nell’aria mentre noto con piacere che l’equipaggio è composto da “veterani” essendo ben quattro dei sette componenti già presenti alla partenza da Kokkola (Renato, Gigi, Jiri e me) e per gli altri tre Gino è stato con noi per la traversata Atlantica; Luigi, il nostro preziosissimo “ministro delle telecomunicazioni”, è stato a lungo con noi, prima dal Portogallo alle Canarie e poi da Martinica a Bonarie, mentre Erika credo abbia trascorso a bordo almeno 4 mesi.
Un bel gruppo, esperto e affiatato con cui si potrebbe andare “in capo al mondo“.

Dopo l’imperdibile sosta a Kleine Curacao, con bagno e immersione nelle sue acque turchesi che conosciamo per esserci stati a giugno, la prima tappa è stata Curacao, poco distante da Bonarie, dove speravamo di fare eseguire la pulizia e la riverniciatura della carena: non ci siamo riusciti per via dell’insufficiente fondale antistante il bacino di sollevamento. Ci siamo letteralmente arenati, per fortuna sul fango e quindi senza danni, giusto a pochi metri dalla meta. Pazienza ci riproveremo alla prossima tappa: Cartagena in Colombia.

Mentre scrivo stiamo navigando circa a 100 miglia al largo dalla costa colombiana, seguendo scrupolosamente le raccomandazioni del “guru” della navigazione attorno al mondo Jimmy Cornell.
Questo tratto di mare viene da tutti descritto come uno dei più duri e pericolosi al mondo sia per il formarsi di onde alte e molto ripide e sia per il fatto che nel passato sono stati registrati episodi di pirateria.
Rimanendo così tanto distanti dalla costa, oltre la linea batimetrica dei 2000 metri di profondità, le onde risultano più abbordabili e nello stesso tempo si dovrebbe attenuare di molto la possibilità di fare “incontri indesiderati”.
Siamo in queste acque da oltre 30 ore e per fortuna non abbiamo da registrare alcun problema, a parte i pesci che hanno in blocco deciso di disertare le “invitanti” esche di Renato. Per la verità ieri un marlin di 25/30 chili ci ha fatto sperare in un’ottima cena, ma dopo alcuni minuti di salti strepitosi fuori dall’acqua, il “maledetto” è riuscito a slamarsi.

Piove e c’è poco vento, ma sufficiente per spingerci oltre i 7 nodi. Il mare è mosso ma non da impensierire la nostra “old lady” che si destreggia come un vero puledro di razza!

Adesso devo chiudere, sono di turno in cucina e prepararerò un “risottino ai funghi”.
Vi aggiornerò fra un paio di giorni, mentre vi invito a seguirci sul “tracking in real time” nell’apposita pagina del sito.

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