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Posted on 06-08-2008
Filed Under (Logbook) by saro

Sono molti gli “aficionados” del nostro sito che lamentano la mancanza di aggiornamenti.

Colpa di chi scrive che ritiene di non dovervi annoiare nei momenti in cui TALINA è ferma!

Vediamo allora di spiegare i motivi di questo lungo fermo che sono di natura doppia.
Il primo (ma non è il più importante, del quale vi parlerò prossimamente…) è legato al fatto che con Giugno, statisticamente, nell’Atlantico Occidentale si entra nella stagione degli uragani.

Quasi tutte le barche che si trovano a navigare nella grande zona del Mar dei Caraibi vanno a cercare un porto considerato sicuro per aspettare la fine della stagione pericolosa che come già detto in diverse circostanze dura  da Giugno a Novembre.

Nello specifico di nostro interesse sono considerate a rischio uragano le aree della fascia centro settentrionale del Mar dei Caraibi: Antille, Santo Domingo, Cuba, Bahamas, fino alle Bermuda a Nord e fino a Grenada a Sud.

Porti considerati sicuri sono per lo più quelli localizzati al di sotto del 13° parallelo, quindi Trinidad, il Venezuela, le Antille Olandesi (dove siamo noi) e, ad Ovest, da Cartaghena fino a Panama. Intendiamoci, si parla sempre di situazioni statistiche dove la certezza assoluta non esiste!

E’ in questo periodo che gli equipaggi delle barche in navigazione ai Caraibi di solito tornano a casa.

Vi sono poi i casi (non pochi) di chi decide di restare a bordo anche in queste instabili condizioni e qui il discorso cambia radicalmente poiché allora è possibile restare in zone considerate insicure purchè si sia  nella possibilità, in caso di allarme uragano, di potersi prontamente muovere verso “rifugi” sicuri e ben pre-identificati. Questi porti o ridossi di norma non debbono distare più di 100/150 miglia dalla posizione in cui ci si trova.

Questa ditanza è variabile a seconda della propria velocità di spostamento: infatti  il porto-rifugio si deve raggiungere entro un massimo di 24 ore di navigazione e cioè ben prima che gli effetti dell’uragano si possano manifestare. Il tutto avviene in ragionevole sicurezza grazie alle più che attendibili e precise previsioni meteo che vengono diramate più volte al giorno sopratutto via internet.

Chi fosse interessato può collegarsi, come faccio io con regolarità, al sito: http://www.nhc.noaa.gov
dove, oltre la situazione meteo attuale e le previsioni si possono trovare  utili informazioni su come affrontare un uragano e si può consultare l’impressionante archivio storico degli uragani degli anni scorsi.

Il sito è gestito dall’Ente Governativo USA per le Previsioni Metereologiche ed ha una sezione dedicata che tiene sotto controllo tutti i fenomeni atmosferici legati alla formazione delle perturbazioni cicloniche.

Gli uragani così come le tempeste tropicali come è noto sono identificati da un nome di persona e l’elenco dei nomi è prestabilito anno dopo anno. Il primo uragano della stagione avrà comunque un nome che inizia per “A”, il secondo per “B” e così via fino alla “Z”.

Sono poi classificati in base alla loro forza distruttiva con la scala di Saffir-Simpsno che va da 1, i più “leggeri” con venti da 64 a 82 nodi a 5, i più terrificanti con venti oltre 135 nodi. Per avere una idea di ciò di cui stiamo parlando considerate che una tempesta forza 8 (già bella pesante), ha venti di circa 40 nodi…

Di norma i fenomeni ciclonici hanno origine da piccole perturbazioni che si formano, settimane prima del loro arrivo ai Caraibi,  sulla costa occidentale dell’Africa centrale, passano per le Isole di Capo Verde per prendere il largo rinforzandosi nel loro lungo tragitto oceanico verso Ovest per poi, spesso, dirigere verso Nord.

E’ l’alta temperatura del mare che, ptovocando anomale evaporazioni, fornisce energia  alla pertubazione trasformandola prima in ciclone tropicale e poi, spesso, in uragano vero e proprio.

Gli uragani si spostano a velocità relativamente basse fra i 10 ed i 25 nodi e grazie ai sempre più accurati modelli statitistico/matematici i metereologi riescono a prevedere con largo anticipo l’esatta traiettoria dando la possibilità a chi si sentisse minacciato di “scappare” in tempo verso lidi più sicuri.

Ma se la barca non fosse in grado di muoversi, come nel nostro caso, perché senza equipaggio, o perché in manutenzione, allora è più che consigliabile trovarsi di già in tali posti!

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