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Posted on 03-06-2008 at position
Filed Under (Logbook) by saro

Il volo KLM da Amsterdam è atterrato a Bonarie, in perfetto orario, …alle 3 del mattino!
All’aeroporto c’era Jiri che non vedevo da circa 2 mesi: è stata questa la mia più lunga assenza dalla barca da quando lo scorso Giugno siamo partiti dalla Finlandia: l’abbraccio è stato affettuoso e sentito – credo – per entrambi.
Tante cose da raccontarci ma l’orario non consigliava altro che andare in barca e fare una bella dormita.

Finalmente di nuovo a bordo!
La prima giornata ci vede impegnati con la locale burocrazia, quindi a fare la spola fra i vari uffici: porto, dogana ed immigrazione.
Tutto deve essere pronto per la lunga sosta di circa sei mesi.
Talina trascorrerà qui a Bonarie la lunga stagione degli uragani che coincide con l’estate. Il Marina dove ci troviamo è perfetto, ben riparato e ben servito e, soprattutto, al sicuro dagli uragani.
Per fortuna (ed è la prima volta…!) a bordo non vi sono particolari lavori di riparazione e, tanto per non perdere l’abitudine, ci dedichiamo alla lotta contro le zanzare che da queste parti sono piccolissime, quasi invisibili, ma non per questo meno fastidiose, specialmente quando dormi.
Tiriamo fuori il rotolo di rete che avevamo a bordo sin dalle Canarie e lo affidiamo alle esperte mani di Marlene, una simpatica tedesca che oltre a vendere souvenir e vestiti etnici, fa magie con la sua macchina da cucire.

Di Alberto, il ristoratore sardo trapiantato a Bonarie ne avevo già notizie da Renato quindi quando l’ho incontrato per la prima volta è stato come se lo conoscessi da tempo.
Gestisce il bar ed il ristorante interno alla marina dove ci troviamo.
Capitato per caso, 13 anni fa, in questo sperduto posto di cui pochissimi hanno sentito parlare c’è rimasto sviluppando, altre al ristorante, altre attività nell’unico campo di azione dell’isola: il turismo.
Adesso ha una giovane moglie di Santo Domingo e una splendida bambina di cui, solo a parlarne, gli si illuminano gli occhi.
Ci ha parlato della sua vita in questa isola tranquilla spiegandoci che non ha nulla a che vedere con le altre due “sorelle”: Curacao è poco più grande di Bonarie ma ha dieci volte i suoi abitanti, con tutti i problemi di convivenza che ne derivano ed Aruba l’ha definita “un grande Casinò”, una specie di Las Vegas dei Caraibi che conta circa 80.000 residenti.
Bonarie, con i suoi 14.000 abitanti riesce a conservare una dimensione umana per avendo chiari i sintomi di una crescente “omologazione” con le due sorelle maggiori.

Le tre Isole – conosciute come le “Antille Olandesi” o le “Isole ABC” – sono tutt’ora, a vario tipo, sotto il dominio dell’Olanda la cui positiva influenza si “respira” e non solo per il fatto che l’Olandese è la lingua ufficiale…
La stragrande maggioranza degli abitanti parla correttamente 4 lingue: l’Olandese, lo Spagnolo, l’Inglese e soprattutto il “Papiamento” che è l’antico linguaggio che utilizzavano gli schiavi per comunicare fra di loro senza che i “padroni” potessero capirli. E’ un compendio delle tre lingue più francese su di una base di dialetto africano parlato dalle popolazioni di origine.

Sono una ventina gli italiani residenti a Bonarie ed il “decano” è giusto un Siciliano, “Pippo” che Alberto ci fa incontrare preannunciandoci che, dopo oltre 40 anni che vive sull’Isola ha dimenticato quasi del tutto l’Italiano mentre non ha difficoltà ad esprimersi in Siciliano!
L’incontro con Pippo è estremamente caloroso e toccante e, mezz’ora dopo il nostro primo incontro, la sua intera vita non aveva più segreti.
Ancora una volta si è ripetuto il “miracolo dell’emigrante” questa volta rafforzato dalla ottima comunicazione in perfetto dialetto siciliano per di più parlato con la stessa cadenza essendo entrambi della stessa Provincia di Siracusa: lui originario di Augusta ed io di Carlentini: due paesi a meno di 20 KM di distanza!

La Domenica, giorno di chiusura del suo ristorante, Alberto ci ha portato in giro per farci conoscere la “sua” Bonarie.
Si inizia con la costa occidentale, quella in cui siamo, con bianchissime spiagge, riparata dal vento che anche qui, incessantemente, spira per mesi e mesi sempre da Est.
Costa selvaggia e per lo più disabitata, interrotta da passaggi che conducono ai moltissimi punti di immersione sempre ben segnalati.
A Bonarie i subacquei sono i veri padroni dell’Isola e per raggiungere i punti di immersione non affittano un gommone: basta una macchina, meglio se un pick-up.
Visitiamo le gigantesche antenne di Radio Nederland che diffondono in tutto l’emisfero le informazioni in lingua Olandese.
Enormi tralicci che occupano oltre 4 Km di costa. Impressionanti!
Ora mi spiego perché la nostra RAI, nonostante la potente radio ad onde corte che abbiamo a bordo non riusciamo a sentirla… Dove sono le “nostre” antenne”??
Mi torna alla mente quella trasmissione degli anni 60 con Tognazzi e Vinello in cui si decantavano ” i potenti mezzi messici a disposizione dalla RAI”!
Sempre lungo la costa avremmo preferito non vedere i grandi depositi di greggio che un tempo erano della Shell (… a proposito, ricordate?… si chiama Royal “Deutch” Shell…!) e che adesso pare siano state vendute, assieme alla gigantesca raffineria di Curacao, sempre della Shell, al potentissimo Ente Petrolifero Venezuelano.
Veniamo a sapere che da questi depositi, considerati “offshore”, parte lo stesso petrolio Venezuelano che per motivi “politici” alcuni Stati non possono acquistare direttamente dal Venezuela…
Ancora più a nord si entra nel Parco Nazionale che altro non è che una distesa di cactus in un terreno arido e roccioso con delle insenature di acqua salmastra.
La strada porta ad alcune casette utilizzate come ricovero da dei pescatori che hanno sul posto le loro barchette.
Vediamo dei grossi pesci pappagallo tranquillamente “pascolare” sul bagnasciuga, assolutamente incuranti della nostra presenza!

Una delle case ci appare particolarmente “vissuta” e ci avviciniamo per ammirare un piccolo orticello completamente recintato, anche nel tetto.
In un recinto a parte, delle galline rumoreggiano alla nostra insolita presenza.
Ecco che si materializza una donna, magrissima, di età indefinibile.
E’ Americana e da diversi anni ha scelto di vivere, da sola, in questo insolito posto, in riva al mare, con una natura selvaggia, il suo orticello e le sue galline protette dagli attacchi delle voraci iguana e dagli altrettanto voraci varie specie di uccelli.
Appare non impressionata della nostra presenza e alle nostre scuse per il disturbo ci risponde con molta affabilità che è per lei un piacere avere qualcuno con cui scambiare due chiacchiere.
Ci racconta che ha chiesto ed ottenuto il permesso di restaurare e di abitare, senza titolo, una di quelle case abbandonate e ci affascina la serenità e la tranquillità con cui ha saputo e voluto rinunciare alle comodità.
Naturalmente non ha la corrente elettrica, “bastano dei lumi per illuminare la notte”, ma ha il ghiaccio dei pescatori e l’acqua delle due cisterne che alimenta con la pioggia.
Non sembra passarsela male e non ha il minimo timore che possa succederle qualcosa.
La salutiamo avendo la sensazione di avere ricevuto un bel pugno nello stomaco!

Il giro dell’Isola continua per le lagune interne, habitat naturale dei bellissimi fenicotteri rosa, che qui richiamano “Flamingo”e si conclude con la visita alla spettacolare scogliera della costa occidentale, perennemente flagellata dal vento e dalle onde.
Siamo in una giornata “calma” e la polvere d’acqua creata dalle onde che infrangono sugli scogli si alza di decine di metri…
Nelle giornate di reale cattivo tempo tutta questa zona, che adesso percorriamo con il fuoristrada, è coperta da metri di mare in tempesta.

La sera è tornato a trovarci Pippo.
Si è “presentato” con un bel pacchetto di salsiccia fresca, “fatta con le sue mani alla maniera siciliana” e cioè piccante e con il finocchietto!
E’ stato toccante quando, sempre nel suo strettissimo dialetto Siracusano, visibilmente emozionato, mi ha comunicato che la sera prima aveva “acconsentito” di lasciare entrare a casa sua (…non era mai successo fino ad allora…) suo genero “nero”, compagno della sua Sebastiana, un fiore di ragazza che solo alcuni anni addietro era stata in procinto di partecipare alla finale di Miss Mondo (naturalmente lui non aveva voluto!).
“Sei stato tu ad aprirmi gli occhi”, mi dice, “e ora è come se mi fossi tolto un gran peso dallo stomaco”. Grazie!
E pensare che mi ero limitato a dargli la mia “timida” disapprovazione ad un comportamento che senza mezzi termini ho definito “fuori dal tempo”…

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Comments

Marta on 7 giugno, 2008 at 02:29 #

Bellissimo il colore del mare, il rosa dei fenicotteri e il verde dei pappagallini e….bello anche che Pippo abbia accolto il suo “genero nero”! Proprio belli i colori del vostro viaggio a Bonaire! baci grandi e colorati!


ste_isa on 8 giugno, 2008 at 12:16 #

Ciao, ci siamo iscritti al talina.org, siamo dei pivelli ASSOLUTI della vela, ma amiamo a dismisura il mare. Sul Talina abbiam sentito parlare da Luigi (è una storia però lunga e anche forse strana) e quindi ho deciso di iscrivermi al Blog e di mandarvi un saluto da oltre oceano con un pizzico di invidia….
Isa e Stefano


uomoinblues on 29 luglio, 2008 at 17:15 #

Ciao Saro e/o Marta, sono Marco, il figlio di Guido…ho appreso solo adesso di questo blog sulle vostre peripezie…in bocca al lupo per tutto…vi invidio da morire…a presto


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