apr
21
Posted on 21-04-2008
Filed Under (Logbook) by Luigi

Bonaire non é solo il paradiso degli scuba ma offre anche interessanti escursioni a terra.

Il gruppo senza patentino sub, ovvero Luigi e Renato, si é pertanto organizzato con una vetturetta per la visita dell’isola.

La prima escursione l’abbiamo dedicata ai fenicotteri il cui “paradiso” é un lago a circa 10 km a nord del marina. La strada corre sul lato est con un continuo saliscendi in mezzo ai cactus.

Il giorno seguente siamo andati a sud dove si trovano le saline. Le montagne di sale le abbiamo viste dal largo in avvicinamento a Bonaire da sud.
Un tempo ci lavoravano gli schiavi e tuttora sono ben conservate le piccole casupole davanti al mare, simili a dei canili, dove dormivano gli schiavi.

Il giorno seguente siamo andati a nord per visitare Washington-Slagbaai Park che copre circa 1/5 dell’isola.
All’ingresso si trova il museo che racconta la storia del parco.
Circa 100 anni fa nell’area c’erano due grandi piantagioni chiamate Washington e Slagbaai ed i proprietari esportavano capre, mucche, aloe, sale e carbone vegetale ottenuto bruciando gli alberi.
La vegetazione nella parte Nord, esposta ai venti, é principalmente costituita da cactus e piccoli arbusti mentre a sud é più lussureggiante essendo il terreno più fertile e protetto dai venti dalle colline.Le strade che attraversano il parco sono grezze e sterrate ed é consigliato percorrerle con vetture a 4 ruote motrici specie se piove.

Durante l’escursione su e giù per colline con bellissime viste , aree di saline, incantevoli spiaggie abbiamo incontrato asini, iguana, capre e nei boschi uccelli esotici ed i coloratissimi green lora ovvero i papagallini caraibici.

Per l’ultima escursione siamo andati a sud girando intorno ad un grande lago dove abbiamo rivisto i fenicotteri. In una spiaggia sul lato est dell’isola, dove il lago é aperto verso il mare, abbiamo scoperto un insediamento di capanne coloratissime, centinaia di surf ben accatastati ed il mare coperto da surfisti… un paradiso!

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apr
16
Posted on 16-04-2008
Filed Under (Logbook) by nicoletta

Il Paradiso del subacqueo…

…è una delle più frequenti descrizioni di Bonaire in cui ci si può imbattere scorrendo le guide turistiche relative a questa piccolo, incantevole, angolo dei Caraibi.

Bonarie è una delle cosiddette isole ABC (Aruba, Bonarie e Curacao), sicuramente, da quanto ci è stato dato modo di vedere, la più tranquilla e i suoi fondali cristallini nonché la stragrande maggioranza del territorio sono protetti.
Ciò che rende il parco marino assolutamente paradisiaco è la totale libertà che un poco costoso permesso di immersione dà al subacqueo indipendente, nonché la facilità delle immersioni, l’acqua a temperature decisamente amichevoli (25-28°C), la eccellente trasparenza e i colori decisamente ricchi per il mare caraibico.

Quasi tutte le immersioni sono a poca distanza da riva (è carino perché le tante che sono raggiungibili anche via spiaggia sono segnalate sulla strada costiera con pietre dipinte di giallo), dove il fondale di sabbia bianca scende rapidamente fino a circa 30 metri dando vita ad un bel drop off corallino, hanno il loro gavitello e davanti al porto si trova la Piccola Bonarie che è un’isoletta (una lingua di sabbia bianca con un po’ di verzurina sopra) integralmente parte del parco marino, piena di siti molto belli (soprattutto sul lato Ovest).
Naturalmente coloro che pensano alla abbondanza di effetti speciali e alla tavolozza di alcionari del Mar Rosso o del Borneo Malese non si aspettino di trovare l’equivalente da queste parti, ma i coralli sono belli, le pareti coperte di vita e ogni anfratto ospita qualche interessante sorpresa. Le spugne, i grandi cespugli di corallo nero e le diverse tipologie di madrepore (tutte decorate di vermi albero di Natale) sono forse gli elementi più caratteristici del fondale, ma non mancano coralli molli (assai fronzuti ma di un giallino dorato piuttosto uniforme) e gorgonie (di un pallido colore lunare e dimensioni spesso ridotte).

Non si può dire neanche che ci sia una grande abbondanza di pesce pelagico, forse per via del periodo, ma anche leggendo le schede di immersione abbiamo trovato ben raramente citata la possibilità di incontrare qualche squalo (e comunque sempre dati come occasionali) e questo ci fa pensare che non siano incontri frequenti in queste acque.

In una settimana abbiamo avuto solo la fortuna di intravedere un’aquila di mare e un grosso tarpone.

Molti invece i predatori stanziali come dentici e pagri(a volte anche grossetti), cernie e murene, qualche barracuda e carangidi… ma soprattutto bellissime nuvole di pesci e grande abbondanza di angeli e farfalle (giustamente essendo un “paradiso”), pesci scatola e minuscoli pesci palla. E naturalmente molti, anzi moltissimi i pesci pappagallo, di ogni colore e di tutte le taglie (anche enormi), che rosicchiano incessantemente riempiendo l’acqua con suoni da “miniera”.

Facile imbattersi in un anemone stracarico di gamberetti minuscoli illuminati da iridescenze al neon e facile pure incontrare una tartaruga che bruca tranquilla sul fondo. Innumerevoli i granchi ragni e i gamberi boxer a bande.

In una delle nostre ripetute immersioni nell’area più vicina al marina abbiamo anche fatto conoscenza con una bella aragostona, non proprio socievole, ma sicuramente fotogenica.

Quindi, grazie al compressore e alle bombole di Talina e alla inusitata compiacenza del gommone… i nostri eroi:

Pippo (diver professional e squisito compagno di immersioni, nonché fotografo ufficiale della combriccola), Jiri (eccellente subacqueo all’inizio della carriera) e la Nico (tombolotto acquatico di vecchia data) hanno messo a frutto la sosta di Talina vagabondando tra i molteplici punti di immersione a portata di mano (praticamente tutti sul lato Ovest dell’isola che è il più protetto, la costa orientale offre un solo sito, più difficile da raggiungere e apparentemente un po’ più impegnativo, che però non abbiamo testato perché decisamente meno comodo).

Non possiamo dimenticare il mitico Renato, che ci ha accompagnato in qualche uscita (una vera sfida per il gommone) per mettere alla prova le sue indiscusse doti di pescatore e che ha contribuito alla cambusa con una gradita integrazione di impeccabile freschezza.

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