dic
18
Posted on 18-12-2007
Filed Under (Logbook) by luca

p1010609.JPGSono trascorsi 10 giorni dalla partenza da Capo Verde e ne approfitto per raccontarvi, dal mio punto di vista, una tipica giornata trascorsa in mezzo all’oceano a bordo di Talina.

Siamo divisi in quattro gruppi da 2 persone + Saro, il capitano, che esercita una sorta di costante viglianza e di pronto intervento.
Ognuno con il proprio compagno effettua nell’arco delle 24h quattro turni di guardia di 2 ore con la responsabilità del timone, della regolazione delle vele (cosa che in oceano avviene ogni due/tre giorni!) e sopratutto si sta di guardia per scorgere ed evitare eventuali ostacoli o “bersagli” in rotta di collisione.
Sempre con turni di coppia, uno ogni quattro giorni, si è di corvè e quindi impegnati nella preparazione di colazione, pranzo e cena, sparecchiare, lavare piatti pentole e quant’altro.
Non so com’è ma quando tocca a me ho la senzazione che a bordo siamo in 30 a giudicare dalla mole di lavoro che si accumula…
p1020233.JPG Piccoli incidenti o leggeri malesseri non mancano ed ecco allora entrare in azione Maria, il nostro medico di bordo, che son il suo magico Paracetamolo o le sue altrettanto magiche pomate ci cura tutti con grande passione.

Anche se la pescap1020169.JPG è spesso l’attrattiva del giorno, devo dire che è la cucina il vero argomento “clou”.
Quindi grande sfoggio di prelibatezze regionali: venete, lombarde, siciliane e finlandesi.
Sarò di parte, ma nonostante Claudio meriti sicuramente una menzione per la sua bravura, è la Sicilia a tener testa! La pasta alla Norma di Saro, la mia pasta alla bottarga, i risotti ed i dolci di Bianca, i fagioli di Maria sono risultati eccezionali.

p1020236.JPGDue ulteriori citazioni vanno alla forma intera di formaggio Asiago (…9 Kg!) arrivata a bordo (grazie Claudio!) ed al prosciutto intero (Jamon Serrano originale) imbarcato alle Canarie. Due vere chicche da cui continuiaamo ad attingere nei momenti di mancanza di “ispirazione” culinaria!
Finito il turno ognuno, con fare indifferente, preoccupato che venga coinvolto in qualche altro piccolo lavoretto di bordo, cerca di defilarsi nel proprio angolino naturalmente più distante possibile dal proprio compagno di turno con il quale ha già passato troppo tempo e con il quale per stare svegli ci si è già raccontato di tutto.
C’è chi legge, che prende il sole (noi diciamo “vai in spiaggia?”), chi chiacchera e naturalmente chi dorme.
La musica è un costante sottofondo ed è una bella lotta fra Maria con le sue richieste di ascolto di un CD con musica Messicana (…la riporta al suo imminente viaggio) e Massimo che ci “infligge” il suo “Adriano” ogni volta che qualcuno si distrae e gli lascia spazio…
Saro continua a passare parecchio tempo ai compiuters (si, al prurale poichè ne ha ben tre!) per seguire la rotta, le evoluzioni meteo, e per non perdere i contatti con il mondo incluso gli aggiornamenti del sito.

Il giorno passa in fretta e arriviamo alla notte. Dopo cena tutti in pozzetto a bere un goccio di rhum, chiaccherare, ascoltare musica, guardare la sontuosità delle onde dell’oceano che incessantemenete Talina cavalca con eleganza ed estrema sicurezza.
Il mantello stellare che ci avvolge diventa prepotentemente il protagonista ed ecco allora Massimo, il nostro “esperto stellare”, ad indicarci con precisione Venere, Marte, Orione, Cassiopea, la Lira, le Pliudi, il Gran Carro e da ieri ad una certa ora del mattino si è anche vista la Croce del Sud!
Siamo letteralmente imbambolati in pozzetto con le teste in alto, ma non vi preoccupate c’è sempre il nostro “Vincenzo” il pilota automatico a tenere la rotta…!
Ora vi devo lasciare, è mezzanotte e il mio turno di guardia sta per iniziare.

- Luca
da bordo di Talina

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dic
15
Posted on 15-12-2007
Filed Under (Logbook) by renato maradini

Buon giorno a tutti i lettori del sito. Sono Renato, ufficialmente il “pescatore di bordo”, e da pescatore vi racconterò l’avventura di ieri.
dsc02896.JPG Tre lenze in mare, come al solito. Alle 4 del pomeriggio la canna più grossa (80 libbre) inizia a “cantare”. Il pesce, lo si capisce subito, è grosso e potente e i metri di lenza fuoriescono dal mulinello molto velocemente. Il mio intervento è immediato: stringo gradualmente la frizione fino ad arrivare al punto massimo, ma nonostante l’enorme sforzo che il pesce deve fare, la lenza continua a fuoriuscire.
Si profila il rischio che si sfilino tutti i 550 metri di lenza imbobinati, ma a circa 400 metri il gigante comincia a ralllentare e a un certo punto si ferma. La fatica ha avuto il sopravvento.

p1010508.JPGSi ferma ma non si arrende. Infatti la tensione sulla lenza rimane ancora altissima e qui inizia una battaglia che durerà tre ore e mezza.
Il bestione che tira e io appostato a poppa che lo contrasto. Un tira e molla faticosissimo che oltre a stancare il pesce lentamente distrugge anche me. La mia memoria corre alla lettura di molti anni fa “Il vecchio e il mare”…

dsc02911.JPGA un certo punto del tira e molla arriviamo all’ “impasse” dove nessuno dei due riesce a vincere. Contro di me c’è anche la velocità della barca, che benchè sia stata rallentata, fila sempre a 6 nodi con la sola randa di mezzana e questo comporta per me uno sforzo supplementare enorme.

L’imbrunire si avvicina e anche il pesce sembra voler risolvere a suo favore il combattimento prima che faccia buio.
Ricomincia a tirare con rinnovato vigore riprendendosi molti metri di lenza che io avevo con grande fatica recuperato.
A un certo punto coinvolgo l’equipaggio e chiedo se è possibile rallentare ulteriormente la barca. Un veloce confronto e Saro decide di fare una manovra per ammainare completamente la vela di mezzana. La mossa è azzeccata. La velocità diminuisc e con essa anche la pressione del pesce sulla canna.
pict1364.JPG Inizio a rucuperare le centinaia di metri di lenza che separano il bestione dalla barca. Sono provato, madido di sudore ma continuo a girare la manovella del mulinello.

Il bestione lentamente cede altri metri e allora io aumento ancora lo sforzo perchè ormai è buio e la situazione si fa ancora più difficile.
Vedo l’inclinazione della lenza modificarsi e intuisco che il mio antagonista non dovrebbe essere lontano. Finalmente dall’oscurità compare a pelo d’acqua la sagoma di un enorme pesce la cui lunghezza stimiamo in un metro e mezzo: che cosa é? Un marlin, un tonno o che altro? Giro ancora la manovella e a 3-4 quattro metri la sagoma si fa distinta: è un enorme dorado (o dolphin), lo stesso pesce del “Vecchio e il mare”, peso stimato 40 chili, tantissimi per questo genere di pesce!
Lui tira sempre, in questo caso proprio come un disperato. Luca con i guanti si prepara ad afferrare la lenza che io con un sforzo enorme
cerco di avvicinare alla poppa. Saro è lì che lo aspetta con il raffio.

Mancano ancora pochi centimetri, la battaglia è concitata lui riesce disperatamente ad aumentare gli sforzi e tira, tira, tira…

Ma ad un certo punto tutto finisce e lo sforzo cessa di colpo.
Noi a poppa, attoniti, vediamo il gigante allontanarsi dalla barca, molto lentamente, ma vivo.
Il vincitore è, questa volta, lui: onore al gigante.

- Renato
da bordo di Talina in navigazione

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dic
14
Posted on 14-12-2007
Filed Under (Logbook) by saro

Ilp1010469.JPG vento continua ad essere il discreto protagonista della traversata.
Un bel vento da Est non troppo forte e mai troppo debole ci sta accompagnando dalla partenza da Sao Vicente di Capoverde.
Talina scivola maestosa e sicura sulle impressionanti onde dell’Oceano ad una velocità mai inferiore ai 6 nodi assicurandoci ben 150 miglia al giorno.

Dall’alba al tramonto, sin dalla partenza, abbiamo tre lenze sapientemente preparate da Renato, il nostro “pescatore ufficiale di bordo”: ma il pesce, a parte qualche insignificante esemplare è stato latitante.
p1010478.JPG La situazione cominciava a farsi quantomeno imbarazzante quando, finalmente, ecco il tanto atteso ticchettare dei mulinelli: si al plurale poiché abbiamo un pesce su ciascuna delle tre le lenze!
dsc02889.JPG Dopo oltre un’ora di paziente lavoro di “tira” e “lasca” ecco due bei dorati a pagliolo.

Siamo certi che una volta rotto l’incantesimo altri, molti altri ne arriveranno.

Bravo Renato!

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