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Posted on 20-12-2007
Filed Under (Logbook) by claudio

p1000834.jpgUn saluto a tutti i lettori del sito eccomi sono Claudio anch’io componente l’equipaggio vario e variegato, ma dotato del giusto senso di autoironia e reciproca sopportazione del Talina.

Ognuno di noi oltre ai compiti assegnatici da Capitan Saro, ci siamo ritagliati un ruolo, p1010323.jpgil mio è quello di giocare con cime, scotte, drizze, vele, tangoni, caricalto, caricabasso, rinvii bozelli, pastecche ecc. ecc. la cosa mi da un immenso piacere per il fatto che, Talina, ad ogni minima registrazione, risponde pronta scivolando in maniera decisa ma leggera sulle onde e se qualche maroso un poco più audace tenta l’agressione, con fare da signora navigata, con grazia, alza la poppa e lo fa passare.
Grande classe!!

p1010704.jpgNavighiamo da una decina di giorni, con vento al giardinetto di 20/30 nodi e più, onda da quattro a sei metri, Talina con solo mezzana e parte del genoa, ci permette di fare in assoluta tranquillità dai 150 ai 170 M. Giornagliere. Super!!
Poso assolutamente dire, avendo una buona esperienza velica anche oceanica e non solo Atlantica, che Talina è una garanzia, un piacere navigarci. Grazie Talina!!

Un bacio a tutti quelli che mi vogliono bene.
p1020261.jpg Un saluto ai velisti vicentini della Lega Navale e dello Yacht Club
BUON NATALE

– Claudio
da bordo di Talina

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dic
20
Posted on 20-12-2007
Filed Under (Logbook) by gino

p1020135-1.JPGC’e’ un detto che dice che un velista per essere vero deve soffrire.
Ma quando mai! Su Talina nulla di piu’ inesatto.
Partiamo dal ponte.
Ci sono ben 22 winches, alcuni dei quali, i piu’ importanti, comandati elettricamente. Niente fatica manuale! Per alare il gommone di servizio usiamo un paranco, anch’esso comandato da un vericello elettrico. Anche qui’ niente sforzo fisico!
Ovviamente il timone automatico tiene la rotta ogni qualvolta ci si stanca di timonare.

Scendendo sotto coperta troviamo la cucina.
p1020139-1.JPG Niente di meno di quella di casa propria. Un grande frigo tiene fresce le bevande (le birre ghiacciate vanno a ruba) e conserva cibi come yogurt, formaggio, burro etc…
Un’altrettanto capiente congelatore mantiene la surgelazione di cibi come la carne ed il pesce che di volta in volta peschiamo.
E dopo cena… udite udite, il gelato! (questa e’ una finezza che in barca non avevo mai provato)
Per chi volesse cimentarsi in cucina, ci sono tre fuochi ed un forno (il tutto basculante) a disposizione, mentre per i frullati usiamo il minipimer.
Al mattino per chi gradisse del pane tostato c’e’ il tostapane o il microonde.
La spaziosa dinette ha un impianto stereo notevole ed una cineteca con ben 40 film a disposizione.
Passiamo alle cabine.

Una armatoriale a poppa per il comandante e famiglia, 2 a mezza via per gli ospiti e una a prua per il marinaio. Tutte dotate di bagno con doccia ed acqua calda e fredda miscelata. I letti si possono avere singoli a cuccette o doppi. Certo puo’ capitare, come in queste notti, che l’onda oceanica ti faccia catapultare a terra nel bel mezzo del sonno. Pazienza!
A prua una lavatrice/asciugatrice, come quella di casa.

Certo non sempre tutto funziona al meglio. Puo’ capitare!
Al momento abbiamo un problemino con il dissalatore per cui attenzione a non sprecare l’acqua delle 5 riserve: stiamo parlando di 1.500 litri!
p1020246-1.JPG I piatti si lavano con acqua di mare pescata direttamente tramite una pompa a pedale che bisogna azionare continuamente, e per l’igiene personale, ancora acqua di mare pescata con un bugliolo (secchio per i non velisti).
L’alternativa e’ … attendere. Dal cielo capitano comunque degli acquazzoni durante la giornata (e nottata), poi il sole caldo dei tropici asciuga tutto.
Basta saper aspettare!
Visto? Tutto perfetto, o no!
p1020275.JPG Ma… vuoi vedere che quel famoso detto un po’ di ragione ce l’ha!

 

– Gino
da bordo di Talina

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dic
19
Posted on 19-12-2007
Filed Under (Logbook) by saro

Il “canto” del grosso mulinello è arrivato come sempre al tardo pomeriggio.
L’atmosfera sonnecchiante di bordo ha subito uno scossa: il ticchettio che segnala la presenza di un pesce all’amo questa volta, lo si è subito intuito, è particolarmente “vivace”. Segno evidente di un pesce di taglia notevole.
dsc02949.JPG Renato è letteralmente schizzato dalla sua cuccetta e si è catapultato sulla canna per contrastare “la bestia” che in un battibaleno avrebbe
fatto fuori tutto il filo.
Ed ecco il classico salto del marlin! Finalmente è lui, il tanto atteso marlin che ha abboccato sulla canna giusta: la fiammante Shimano che da giorni e giorni non veniva messa alla prova da una preda adeguata.
Tutti ai posti di combattimento: Claudio e Luca pronti con i raffi in mano. I fotografi pronti ad immortalare l’evento e lui, il marlin a
tirare per cercare di liberarsi.
Le vele sono state ritirare per rallentare la corsa della barca.
Renato a lottare con il più classico dei “tira e molla” per sfiancare il pesce.
Questa volta ha vinto lui ed il marlin, un bell’esemplare di un metro e mezzo è finito a bordo!
Complimentissimi Renatone: la soddisfazione che, senza alcun cenno di sudore, fai trasparire dalla foto di rito è del tutto meritata!
Per la cronaca l’evento straordinario è stato degnamente festeggiato con champagne, tartar (o sashimi per i più raffinati…) e trance al forno.
Una vera delizia!

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