nov
30
Posted on 30-11-2007
Filed Under (Logbook) by saro

Il vento è stato20071128163422.JPG il protagonista di questa traversata e ci ha accompagnato senza interruzione dalla partenza fino all’arrivo. Un bel vento portante da Nord Est mai troppo forte. Talina ha ritrovato la sua invidiabile agilità nel suo elemento naturale che è senza dubbio l’Oceano.
Con solo la randa di mezzana e il genoa ci ha regalato surfate di oltre 10 nodi!

La vita a boro si è subito assestata20071129210651.JPG sul ritmo dei turni di guardia al timone: due ore ciascuno con 4 ore di riposo.
Per ogni coppia un turno di corvè in cucina ogni quattro giorni.

Giornalmente ricevevamo un prezioso aggiornamento meteo in diretta da Milano. Ce lo inviava via radio Luigi nominato per l’occasione nostro metreologo/routier ufficiale.

Il vero grande assente della traversata è stato il pesce:20071126181810.JPG alle “perfide” lenze di Renato hanno abboccato solo pesci troppo grossi (si è visto anche un gigantesco marlin…) con il solo risultato di una strage di terminali fra cui un enorme esca a forma di pesce che avrebbe dovuto trattenere qualsiasi preda! Probabilmente si è trattato di un grosso squalo che è riuscito a tranciare il cavo metallico…
Non sono mancati i soliti pesci volanti20071130085710.JPG ritrovati al mattino sul ponte e uno addirittura in uno dei bagni di bordo: come avrà fatto a centrare la piccola fessura del boccaporto di aerazione rimarrà un mistero!

Abbiamo avvistato la nostra meta, L’Isla Do Sal, all’alba del 30 Novembre dopo soli poco più di 4 giorni di bellissima navigazione.

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nov
25
Posted on 25-11-2007
Filed Under (Logbook) by saro

Sarà perché c’ero già stato, 20071123124147.JPGsarà perché essendo la più sperduta è di gran lunga la meno frequentata dell’arcipelago, ma questa isola esercita su di me un fascino ed una attrazione del tutto particolare. Nel nuovo grande porto di Hierro Talina era la sola barca a vela!

In questa specie di “paradiso isolato” abbiamo sostato un paio di giorni, nell’attesa dell’arrivo di Luca e di Gino, a completamento dell’equipaggio per la traversata.

L’Isola è il lembo di “terre conosciute” più ad occidente e fino al 1.884 il Meridiano di El Hierro corrispondeva al Meridiano Zero. Dopo quell’anno al suo posto venne preferito il Meridiano di Greenwich tutt’ora utilizzato quale Meridiano di riferimento.

Parecchi sono20071122181352.JPG i riferimenti al rimpianto ex Meridiano Zero, non ultimo il grande Faro di Orchilla che come recita una targa costituiva per gli isolani che emigravano un simbolo di grande tristezza ovvero un segno di immensa gioia per quelli che avevano la fortuna di ritornare.

Interessanti le coltivazioni di banane: ne abbiamo approfittato per imbarcare un grande casco da fare maturare lungo l’imminente traversata20071124165241.JPG.

L’Hotel più piccolo al mondo (solo due camere!) è situato su uno sperone di roccia vulcanica sul lato Nord Orientale dell’Isola e pare sia di proprietà di una italiana.

Il Nord dell’Isola è flagellato dai venti dominanti da Nord Est mentre nella parte Sud, la più calda, si trova il Mar della Calma con la Riserva Marina Integrale di La Restinga e un villaggio di pescatori che mi ricorda la “nostra” Portopalo di Siracusa di qualche decina di anni fa.

L’equipaggio20071124165423.JPG si è completato il 24 con gli ultimi arrivi ed il 25, dopo le foto di rito finalmente si prende il largo per la prima parte della nostra traversata Atlantica: circa 800 miglia in direzione Sud con destinazione Isla Do Sal, Capoverde che contiamo di completare in 5/6 giorni di navigazione.

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nov
22
Posted on 22-11-2007
Filed Under (Logbook) by saro

Un bel vento teso da Nord ci ha fatto bruciare le 20 miglia del canaleche separa Tenerife da La Gomena.
Talina è troppo grande per i moli del grazioso porto di La Gomena e l’unica possibilità è un ormeggio “in andana” sul molo di ingresso.
Veniamo subito attratti da strane imbarcazioni rowing.jpgposizionate sul molo: capiamo che si tratta delle barche che parteciperanno alla regata Atlantica a remi.
…Si, avete capito bene si tratta di una regata Atlantica solo per barche a remi e con equipaggi di due persone. Una “classica” che vede impegnate una ventina di equipaggi fra cui un buona parte femminili. Pare che per la traversata impiegheranno circa tre mesi durante i quali i partecipanti si nutriranno solo con cibi liofilizzati e succhi energetici!
E’ bello vedere i preparativi e chiacchierare con gli equipaggi che passano in scrupolosa rassegna le attrezzature e stivano le provviste.
Lo spirito che li anima e le azioni che svolgono in vista della partenza non sono dissimili dai nostri anche se i mezzi (e le comodità…) sono ben differenti!

Gomera la chiamano “l’isola sonnolenta” e capiamo subito che la definizione è quanto mai azzeccata.
Non abbiamo alcuna difficoltà ad entrare nel ritmo lento dell’isola e, nell’attesa dell’arrivo degli altri membri dell’equipaggio ci dedichiamo alle attività di bordo: Bianca con i suoi libri ed il suo lavoro a maglia, Maria a fotografare le nuvole (ne è affascinata e ne vuole fare una raccolta), Massimo ad aiutare dove serve ed a preparare gli aperitivi, io, con l’aiuto di Massimo a sperimentare, con insperato successo, a fare il pane, Claudio a cucinare ed a studiare il suo nuovo telefonino.
Ce la prendiamo veramente comoda anche per girare l’isola che al suo interno è arida e montagnosa, con valli e pareti rocciose impressionanti che lasciano però spazio ad una “chicca” inaspettata: il Parco Nazionale di Garajonay eccezionale oasi naturale che l’UNESCO ha dichiarato “Riserva della Biosfera”.

Ancora oggi La Gomera vive nel ricordo di Cristoforo Colombo, delle sue soste sull’Isola per gli ultimi rifornimenti prima del grande balzo verso “Le Indie”e per la sua appassionata storia d’amore con Beatriz, vedova del Governatore.
Anche noi, come il nostro illustre compatriota abbiamo approfittato della sosta per imbarcare il locale formaggio di capra tanto caro a Colombo.

Renato arriva da Milano il 22 con il suo prezioso carico di pezzi di ricambio, Parmigiano e Panettoni.
Siamo pronti a ripartire per la prossima tappa: El Hierro.

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